AdBlock Detected

Stai usando un'estensione per bloccare la pubblicità.

RockShock.it dal 2002 pubblica contenuti gratuitamente e ha la pubblicità come unica fonte di sostentamento. Disabilità il tuo ad block per continuare.

Bdrmm: recensione di Microtonic

Per chi ha amato i primi lavori dei Bdrmm è impossibile non farsi rapire completamente da questo nuovissimo Microtonic.

Bdrmm

Microtonic

(Vinile/Digitale, PIAS-Rock Action)

shoegaze, elettronica

______________

Arrivano al terzo lavoro i britannici bdrmm, dopo aver strappato consensi col primo album Bedroom e col seguente I Don’t Know, tornano alla grande in questo 2025 con un album molto forte sia dal punto di vista delle sonorità che della produzione, un album che si allontana sempre più dalla tipicità del suono shoegaze e che si avvicina sempre più ad artisti come Orbital, Jamie XX e Daniel Avery.

Già dalla traccia di apertura goit, piena di synth cupi, travolgenti, dark si capisce che qualcosa è cambiato. Traccia molto bella che vede nella parte vocale Minsky-Sargeant del gruppo Working Men’s Club.

Con John The Ceiling, punta di diamante di questo Microtonic, uno dei singoli estratti dall’album, si vola dritti ad I Don’t Know. Questo brano si sarebbe incastrato alla perfezione con Alps e Be Careful, tracce di apertura dell’ultimo lavoro uscito nel 2023. Tappeti sognanti e ritmiche sincopate fanno viaggiare fino al ritornello dove si prende letteralmente il volo.

Infinity Peaking, più affine alla slowtronica conduce a Snares, brano molto intrigante in bilico fra cantato shoegaze e IDM pura.

Giungiamo al giro di boa di questo Microtonic con la splendida In The Electric Field, sonorità molto vicine al trip hop e la partecipazione di Olivesque dei Nightbus ad impreziosire il tutto.

Ecco quindi Microtonic, brano eponimo di questo lavoro, che avvicina molto la band alle produzioni dei Mogwai.

Clarkycat è il brano di più difficile ascolto, soprattutto nelle parti iniziali sembra decontestualizzato nel percorrere l’intero lavoro ma poi sfocia in beat che ricordano i primi The XX.

Da Sat In The Heat, probabilmente il pezzo che più accosta la produzione attuale dei Bdrmm alle loro vecchie produzioni, arriviamo a quella che probabilmente si potrebbe definire post-jungle; anche se le definizioni non mi piacciono è per dare un’idea del sound di un brano che fonde post rock con la jungle.

Chiusura in grandissimo stile con The Noose, brano molto emozionale, una luce in mezzo al tunnel, via di fuga da un mondo paranoico e distopico ben descritto in questo bellissimo album, già fra i miei preferiti del 2025.

https://bdrmm.co.uk/

Gli ultimi articoli di Fabio Busi

Condivi sui social network:
Fabio Busi
Fabio Busi
Articoli: 409
Available for Amazon Prime